La storia di Alessia, molestata dal collega che si occupa di diritti civili e legalità

Mi chiamo Alessia e ho 45 anni. Non pensavo che potesse toccare anche a me, credevo di essere immune. Mi sono sempre occupata di diritti delle donne e violenza e pensavo di avere gli strumenti per riuscire a evitare certe cose, ma purtroppo la consapevolezza da sola non basta per proteggersi dalle molestie sul lavoro.

Ecco la mia storia. Conosco un uomo che come me si occupa di diritti civili e legalità. È un’autorità nell’ambiente e ha moltissimi contatti. Per circa tre anni ci sentiamo soprattutto per telefono e ci vediamo esclusivamente durante le riunioni di lavoro e studio. Lui si dimostra competente e professionale, sempre aggiornato. Io lo stimo molto e iniziamo a collaborare per iniziative, convegni ed eventi.

Poi qualcosa cambia. Lui mi cerca sempre più spesso per parlarmi dei suoi problemi di famiglia e di questioni di lavoro che non mi riguardano direttamente. Io sono felice che lui si confidi con me, che il nostro rapporto professionale diventi anche un’amicizia sincera. Lui però diventa sempre più pressante, pretende che io risponda al telefono ogni volta che mi cerca, anche se sono occupata. Se non lo richiamo, mi rinfaccia di essermi fatta i soldi grazie a lui e di ignoralo. Cerco di gestire la sua insistenza spiegandogli che non può pretendere così tanto da me e dirado gli incontri, anche di lavoro.

Di fronte a questo mio cambio di atteggiamento lui, invece di capire che sta esagerando, mi chiede di avere un rapporto sessuale con lui. Mi dice che non lascia mai le donne insoddisfatte. Io sono incredula. Rispondo con una battuta scherzosa. Lu si arrabbia. Mi fa la paternale sulla mia condizione di “infelicità sessuale”. Gli dico che non si deve permettere. Lui grida.

Le conseguenze sono quelle che racconta Olga nel suo libro e che tante donne hanno raccontato in questo blog: ripicche, minacce velate, diffamazione e poi la vendetta lavorativa, con perdita della collaborazione.

Il 3 giugno a Bergamo si discute di violenza e molestie sul lavoro

Il prossimo appuntamento per parlare di violenza di genere sul lavoro, molestie sessuali e precarietà è a Bergamo, a Macondo  (via Gianbattista Moroni 16), il 3 giugno, nell’ambito del festival LGBT “Divers@ da chi?”. Se siete in zona, partecipate, si preannuncia molto interessante. Se avete amici o conoscenti nei paraggi passate parola e condividete.

Parteciperanno: Giacomo Viggiani, ricercatore all’Università di Brescia ed esperto di identità di genere presso il Consiglio d’Europa; Isabel Perletti, Consigliera di Parità della Provincia di Bergamo; Sara Agostinelli modera la serata presentando il libro; Chiara Doninzelli farà delle letture espressive tratte dal libro.

Il link all’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/242333729468454/

 

Featured Image -- 1402

L’11 marzo a Polignano con Toglimi le mani di dosso

Appuntamento l’11 marzo a Polignano a mare, in provincia di Bari, con la presentazione di Toglimi le mani di dosso con la scrittrice Annella Andriani (presidente dell’associazione Libriamola), l’assessora alle Pari Opportunità Marilena Abbatepaolo e la presidente dell’associazione Safya Maria Montanaro.

Olga Ricci

“Ci mangiano l’anima e il futuro”

Condivido questo commento al libro Toglimi le mani di dosso che mi ha mandato Maria Pastore, che ringrazio.

“Ho letto il tuo libro, con calma. Trovo sia il giusto tempo per questo tipo di scrittura. Non mi è sembrato esagerato quel che scrivi ma quel che hai dovuto vivere, quel che accade sul serio nel mondo del lavoro, in tutti i settori. Nella mia vita ho riflettuto molto su quando e da chi viene rosicchiato il mio spazio personale, quello del rispetto, della distanza e della intimità e non solo nei rapporti lavorativi, anche in quelli informali. Abbiamo davanti una mole di lavoro da fare bene, una rivoluzione antropologica, dei costumi, della mentalità del linguaggio e dobbiamo riuscirci. Sono contenta che tu abbia dato questa direzione alla tua vita, sicuramente nel panorama italiano una voce in più, ad analizzare e comunicare le dinamiche del potere/corpo, è utile. Mi preoccupa molto l’impreparazione dei sindacati, riguardo la nostra precarietà (continue gavette) a lavoro e il riconoscimento di molestie e pressioni psicologiche, non solo a sfondo sessuale e sessista. Ci portano ad essere concorrenti, scorretti e muti, il mondo del lavoro somiglia sempre più ad un campo di battaglia, rischiamo di non credere più in niente e non vediamo via di uscita. Se chiediamo aiuto non sanno aiutarci, siamo indietro, impreparati, senza leggi apposite, senza la giusta sensibilità.  Con un libro come il tuo si possono muovere tante piccole cose, grazie”.
Maria Pastore

fran5_1762413i

Francesca Woodman: Untitled, Rome, Italy, 1977-1978 Picture: Courtesy of Victoria Miro Gallery / Copyright The Artist

.