Lei è la nostra nuova inviata

Il direttore riceve una chiamata mentre sto bevendo il secondo caffè. Capisco che si tratta di qualcosa di serio perchè si alza e si allontana. Ne approfitto per andarmene salutandolo con un cenno della mano. Arrivo in redazione. Mi presento ai capi e ai nuovi colleghi. E arriva l’ora della riunione.

Oggi tutti i giornalisti devono partecipare. Entro nella sala dove il direttore ha cominciato a sciorinare considerazioni sui massimi sistemi della notizia, senza però dare indicazioni concrete. Sembra che voglia dimostrare quante cose sa senza curarsi minimamente dei risvolti pratici – necessari, invece, in un quotidiano dove c’è poco tempo da perdere. A un certo punto attacca con gli aneddoti. Ora parlerà della Somalia, penso.

E invece all’improvviso sento il mio nome. Oggi è qui con noi Olga, dice indicandomi, la nostra nuova inviata. Non credo alle mie orecchie: ma se non ho nemmeno un contratto, come faccio a fare l’inviata? Cerco di ricambiare gli sguardi stupefatti dei miei nuovi colleghi con un sorriso abbozzato, facendo spallucce, sperando che non prendano sul serio le sue parole. Perchè è evidente che sta dicendo un’insensatezza. Come faccio ad avere la nomina di inviata se non ho nemmeno mai avuto un contratto a tempo determinato come redattrice?
Finisce la riunione.

Io vorrei capire qual è la mia postazione ma pare che oggi sia impossibile averne una: non c’è il computer. D’altra parte non ti serve una scrivania tutta tua se farai l’inviata, mi dice uno dei nuovi colleghi.

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4 pensieri su “Lei è la nostra nuova inviata

  1. Francesca ha detto:

    Dopo alcuni anni che lavoro a tempo indeterminato, ho capito che aver avuto un ufficio nel vero senso della parola viene considerato un privilegio! Di solito gli ultimi arrivati non hanno neanche quello! Io ho subito mobbing, anche sessuale ma non da parte del direttore ed è durato poco. Purtroppo se non alzo la voce non mi rispettano. Neanch’io ho denunciato perché non ho le prove ma se mi invitassero a spiegare tutto mi sforzerei di farlo il meglio possibile, per risultare credibile a questi giudici maschilisti. Nemmeno le donne ti aiutano, anzi sanno essere più cattive degli uomini.

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