Ti ordino di venire a cena

Sono le 20.30: è cominciata la chiusura delle prime pagine e delle rubriche. La fase più frenetica della giornata. Il momento dell’adrenalina che scorre a litri. Mentre sono alle prese con un titolo che non vuole stare in una riga sento una mano sulla testa. Mi giro di scatto. Vedo i suoi occhi acquosi, allagati come campi dopo un nubifragio, la couperose sul naso e sulle guance, il labbro inferiore che sporge in avanti. Sorrido. Un riflesso involontario. Poi mi accorgo che i colleghi e le colleghe mi stanno guardando. Sento un risolino. Divento rossa. Pulso. Non solo in viso, ma anche sul collo. E sulle mani. Sono come gli aborigeni. Da qualche parte ho letto che arrossiscono anche sul busto. Ma questo pensiero non mi fa sentire meglio.

Vieni a cena tra un quarto d’ora, mi dice il direttore. Rispondo: non posso, devo finire la chiusura. I suoi occhi si contraggono, in un moto di rabbia che non si sforza di trattenere. Alza la voce: guarda che anche le altre vengono. Manchi solo tu. Cerco lo sguardo di Flavia e Anna. Ma non lo trovo, sono concentrate sui monitor. Dico: ma i caporedattori mi hanno detto che devo finire con queste pagine. E lui: allora non sono stato chiaro. Sono io il direttore e decido io che cosa si deve fare. Dei caporedattori me ne infischio, loro mi devono ubbidire.

Spero che la sua voce non si sia sentita. Il contratto, devi tenertelo buono per il contratto, mi dico. E penso al training della damigella: respira lentamente, spazza via il rossore, sorridi, annuisci, dì sempre sì- come vuoi tu. E così faccio: dammi una ventina di minuti che mi sbrigo, gli dico. Lui si scioglie, si rasserena, come se gli avessi restituito il suo giocattolo preferito. Una nuova cena mi aspetta.

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10 pensieri su “Ti ordino di venire a cena

  1. gabriele ha detto:

    Uhm… non abusiamo di certezze, meglio semmai i punti di domanda, almeno se sinceramente interrogativi e senza sgranare troppo gli occhi!

    Non so come fosse la frase anteriormente, però se era “Lui si scioglie, si rasserena, come se gli avessi TORNATO il suo giocattolo preferito” direi che è… italianissimo.

    Quest’uso transitivo del verbo patisce discredito perché classificato spesso come “regionale” dai dizionari (che peraltro lo accolgono, Devoto-Oli come De Mauro o Duro-Treccani), ma in questo caso il regionalismo non implica né un registro “basso”, né prossimità al dialetto, ammesso che tutto questo sia un male; no, qui il “regionale” vuole indicare che è diffuso in maniera non uniforme, cioè che in certe regioni è più tipico del parlato, in altre invece della lingua colta e scritta.

    Ad ogni modo, seppure più spesso con il prefisso “ri-” (ma in questo caso a norma di dizionario non cambia nulla), è attestato nelle opere di grandi scrittori dalle più remote origini dell’italiano, nel tredicesimo secolo, fino ad oggi. Cito un dibattito sul sito dell’Accademia della Crusca in cui si riportano esempi di Bonvesin de la Riva, Montale, Leopardi, Navagero, Boccalini, Cantoni, Rebora.

    Olga, non sei in cattiva compagnia! Scegli pure la forma che più si confaccia al tuo gusto, ma non certo perché non avessi scritto in italiano DOC.

    Un saluto,
    G.

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  2. missloislane79 ha detto:

    Grazie Gabriele, ma guarda che io non intendevo affatto offendere Olga. La faccina l’ho messa proprio per questo e mi rincresce aver creato scompiglio. A me piace scrivere e mi piace anche imparare. In questo caso ho imparato. 🙂

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    • gabriele ha detto:

      Insomma insomma, vediamo un po’: secondo Urban Dictionary, il vocabolario dei gerghi e delle icone da chat, la faccina che avevi adottato significa “stupore, fraintendimento, alzata di sopracciglio (da cui l’italiano ‘supercilioso’), scetticismo” o al limite “confusione”. Tipici esempi d’uso sono: “WTF?!? O.o” oppure “Sì, certo, come no! O.o”. Se ne desume che…


      … sto scherzando! 😉
      Nemmeno io volevo creare scompiglio, ma “le parole sono importanti”.
      La verità è che volevo tanto lasciare un commento qui o là in questo bel blog e così ne ho avuto la ghiotta occasione X-D

      Ciao, G.

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  3. adamo ha detto:

    LA BUTTO LI EH…… MA SE QUESTO CONTINUA E VEDE CHE NON VA’ E TI LICENZIA NELLA SPERANZA CHE LA PROSSIMA DIPENDENTE SIA COME LA VUOLE LUI… IN QUESTO CASO LO DENUNCERESTI?

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