Un moto di ribellione

Siamo sedute attorno a una tavola deliziosamente imbandita. Io, Flavia, Anna e Beatrice, appena arrivata per essere sottoposta al nostro stesso iter. Davanti a noi piccoli pani al sesamo, al papavero e alle noci e piatti con gamberetti, polipetti, ricci di mare crudi e tre bottiglie di prosecco ghiacciato. Per qualche istante dimentico che sono stata praticamente obbligata a venire qui e provo una sorta di felicità. Ma l’attimo svanisce appena sento la voce del direttore. E’ seduto alla mia sinistra. Questa sera è particolarmente fastidioso. Mi siete sembrate tutte riluttanti nel venire qui, dice. Tutte tranne tu, Beatrice – aggiunge – elargendo un largo sorriso grugnente. Volevate per caso lasciare solo il vostro direttore? Dopo che è stato per due giorni via a lavorare per voi e per il giornale? Ancora con questo paternalismo becero. Penso. Ora ci chiederà, prima di toccare cibo e vino, di dire una preghiera per ringraziarlo .

E invece attacca con gli aneddoti, ci parla della fidanzata – l’amore-della-sua-vita- che faceva la hostess e che lui ha seguito in giro per il mondo. E poi ci racconta di quando faceva il caporedattore in uno dei più importanti quotidiani italiani. Di centro-sinistra. Le mie papille gustative sono elettrizzate dal cibo che posso mangiare in quantità infinite perchè tanto paga lui. Fatico a seguire la conversazione. Fino a quando sento che dice: ero l’unico di destra lì dentro. Alzo gli occhi dal piatto e lo fisso per qualche secondo. Lui si porta una mano al mento, toccandoselo come se avesse la barba, e mi guarda compiaciuto. Come di destra, chiedo. Certo, io li odiavo tutti, stupidi rossi benpensanti che non sono altro. Non ne potevo più. Come vorrei tornassero i bei tempi del Duce. Lì si che si ragionava.

Spero ancora nell’equivoco. E chiedo: stai scherzando vero? Lui ride. Dico: non c’è niente da ridere. Non capisco proprio come si possa essere fascisti nel 2012. Veramente non so nemmeno come faccio a stare seduta al tuo stesso tavolo. Il fascismo è stato un crimine, punto. Ma ha fatto anche cose importanti, dice lui, come le fognature. E poi che meraviglia l’architettura del Ventennio.

Sono verde. Lui capisce che sto per esplodere e ride. Maddai che scherzo. Ti sembro forse un fascista? Non parliamo di politica. Certo che però ne hai di carattere. Mi piacciono le donne come te, capaci di tirare fuori la rabbia. Anche se per una giornalista è pericoloso avere posizioni come le tue. Esssere di sinistra non ti aiuterà di certo.

Non vedo l’ora di andarmene. Sto per salutare quando lui passa al contrattacco. Quindi ormai è un po’ di giorni che siete qui, dice. Che cosa avete voglia di fare? Restare o andare via? Quando lo firmiamo questo contratto?

Flavia e Anna sono le prime a parlare. Dicono che non hanno particolari preferenze, che faranno quello che ordinerà il direttore. Beatrice non sa bene che cosa rispondere perchè è appena arrivata. Ed ecco che tocca a me. E’ ora di cambiare le regole di questo fottuto gioco di potere, mi dico. E rispondo: io voglio andare via. Magari raggiugere il mio ragazzo.

Mentre parlo noto che la sua pappagorgia è aumentata. C’è uno strato in più. Saranno stati forse i gamberetti ingurgitati in quantità industriali? Mi sfioro il mento, controllando che da me sia tutto a posto. E poi lo fisso dritto negli occhi. Lui abbassa lo sguardo e dice: che palle che sei, con questo ragazzo, pensavo che fossi disposta a spostarti per diventar un’inviata. Ma se è la vita tranquilla che vuoi allora vedremo di dartela.

Io rispondo: non posso più restare qui senza un contratto, pagando un affitto e senza prospettive. Ma il contratto te lo faccio al più presto, dice. Te l’ho promesso, ricordi? Che pesante che sei. Sei proprio una malfidente.

Poi si gira verso Flavia, le prende la mano e dice: per fortuna che ci sei tu che sei libera e hai tanta voglia di lavorare senza mettere su famiglia. Flavia sorride e gli si fa più vicina.

Annunci

6 pensieri su “Un moto di ribellione

  1. sebastiano ha detto:

    Sono uomo e quasi mi vergogno. Non so come tu faccia resistere in un ambiente del genere. Hai tutto il mio rispetto. Organizzazione e Solidarietà di classe mi raccomando. Avevo un’amica che si è ritrovata in un ambiente simile e le era stato chiesto di diventare “la musa” di un politico braccio destro di un altro polico importante della capitale ai quei tempi, tale WV. Lei ha rifiutato e ha fatto gli scatoloni… A me non è mai successa una cosa simile, perchè uomo e perchè in Francia. Coraggio un giorno pagheranno, speriamo presto.

    Mi piace

  2. migbox ha detto:

    Non detesto tanto questo untuoso individuo, quanto quegli str… politici di destra (e diciamolo!) che hanno creato l’habitat legislativo che rende possibili questi ricatti e gettato nell’incertezza una generazione!
    La migliore amica di mia figlia, dopo aver gratis lavorato a quotidiani, settimanali, quindicinali, siti web.. senza nemmeno ottenere il praticantato, è andata in Australia a lavorare come impiegata qualsiasi..
    Mi spiace, ho letto di te sul Fatto, in bocca al lupo!
    ps. per 20 euro si compra una ottima microcamera in HD su microSD..

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...