Non si uccide un po’ così la libertà di corteggiarsi

Certe volte mi sento un pomodoro spiaccicato contro il pavimento, una melanzana ammuffita dopo essere stata dimenticata in frigorifero per mesi, una mela con la polpa in cancrena per colpa di un verme.

Mi sento così se penso a quello che mi ha scritto un collega ieri, quando gli ho segnalato il blog.

Dopo essersi complimentato – da vero gentiluomo – per il lavoro che sto facendo ha aggiunto: non dimenticare che spesso innocenti avances o simpatie vengono confuse con mobbing o addirittura stalking. Non si uccide un po’ così la libertà di corteggiarsi? Solo un piccolo contributo al dibattito da parte di un tuo collega.

 

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17 pensieri su “Non si uccide un po’ così la libertà di corteggiarsi

    • Claudia ha detto:

      Mi sembra tu sia in mezzo a dei pescecani. Ti consiglio di non parlare a nessuno dei tuoi colleghi del blog (può ritorcersi contro di te), di non parlare con gente come Ludovica che è a mille anni di distanza da te, di seguire solo quello che la tua intuizione ti dice. Quando non è semplice “corteggiamento”, una donna lo sa e non si sbaglia. Uccidiamo la libertà di molestare noi donne!

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    • Francesca ha detto:

      Lo scrivo qui perché ho problemi col computer!
      Il solito maschilistta! Fagli i complimenti da parte mia per l’italiano corretto! E meno male che è un giornalista!

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  1. ericagazzoldi ha detto:

    C’è una GROSSA differenza tra corteggiarsi e mettere a disagio la gente/scegliere le dipendenti in base alla taglia di reggiseno/molestare chi è palesemente infastidito dalle avances. Si avverte a pelle. Il corteggiamento non crea mai disagio, disgusto o senso d’inferiorità in chi ne è oggetto. Se, leggendo gli scorsi post, qualcuno li confondesse con casi di romanticismo, bisognerebbe chiedersi che razza d’idea si abbia del “romanticismo” in Italia… Oppure, potrebbe essere malafede? 😉

    P.S. A proposito di “piccoli dibattiti”: potrebbe essere interessante studiare anche casi inversi, ovvero “di porche al lavoro”. Le molestie sessuali in salsa femminile. Anche se, probabilmente, il nostro Paese non ospita molte “mogli di Potifar” (http://www.treccani.it/enciclopedia/putifarre/ ), per questioni di cultura prevalente…

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  2. jpolemica ha detto:

    L’argomento è interessante a parer mio;non c’è più serenità nell’affrontare questo argomento,è chiaro che stalking con avances non centra nulla ma,secondo me,tralasciando lo stile, è la frequenza delle “attenzioni” che fa sconfinare uno nelle altre!
    Allo stesso modo però bisognerebbe educare al complimento,a farli certo,ma specialmente a saperli ricevere;un apprezzamento,anche semplicemente fisico,non per forza deve essere preso come invasione della propria bolla psicologica d’intimità…penso si possa rimanere serenamente lusingati se fatto con garbo e non sempre pensare che ci siano mille retroscena e retro-richieste!Non nego l’esistenza che in svariati posti di lavoro(vedi questi racconti)la sessualità venga usata come ricatto,mi inorridisce tutto ciò,ma aiutiamo anche i maschietti non machisti a riemergere….

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    • Claudia ha detto:

      Penso che i complimenti dei superiori gerarchici che non riguardano il lavoro vadano lasciati a casa e basta. I maschietti non machisti possono avere l’intelligenza di corteggiare in altro modo e non sul posto di lavoro. Scusate se sono categorica, ma ne ho abbastanza di questi porci cafoni che approfittano della loro posizione. E’ inammissibile.

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      • gabriele ha detto:

        @ Cap

        Ad esempio mantenendosi sul lavoro nei termini di una normale espressione della propria identità e personalità, senza che questo si traduca in una “invasione di campo” mirata verso la collega.

        Se da lì si creassero i presupposti per vedersi anche in situazioni extralavorative, i complimenti e simili amenità si possono riservare per quegli spazi, se proprio.
        Anche se, in presenza di qualsivoglia rapporto di forza, tutto ciò rimane quanto meno sconveniente.

        Tanto per dirne una, a me gli inviti a pranzo “di gruppo” non sembrano nulla di così scandaloso, o per meglio dire lo diventano visto il contesto in cui (e da cui) sorgono; però come tali non lo sono assolutamente.
        Quelle sì che potrebbero essere occasioni per tastare il terreno (solo quello!), ed eventualmente dare adito ad altre occasioni di incontro esterne al lavoro.
        Rispetto alle quali, però, un “no”, più o meno esplicito, deve mettere la parola fine.

        Ribadendo comunque l’inopportunità del tutto in presenza di una relazione gerarchica.
        Così la vedo io.

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  3. Pietro Rondo Spaudo ha detto:

    Nn sono un giornalista, ma ho sempre lavorato in un mondo di donne. Dovresti chiedere al tuo collega, se puoi, che cosa intende per avances. Io la intendo come prendersi delle libertà senza chiedere permesso. Poi, naturalmente c’è molto di peggio.
    Quello che invece chiedo a te é: fare un apprezzamento sull’abbigliamento, sui capelli, sulla forma fisica di una collega come lo classifichi?
    tanto per sapere se mi devo mettere tra i buoni o i cattivi.

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    • diariodelporcoallavoro ha detto:

      Credo che per capire che cosa fare basti mettersi nei panni dell’altra. Se un capo donna – purtroppo in Italia ce ne sono poche – durante una riunione, dopo che hai esposto una tua opinione, ti sorridesse come se fossi un po’ scemo e ti dicesse: però lo sai che sei davvero carino, Pietro, oggi. Stai davvero bene con quei pantaloni. E magari ti fissasse anche parti del corpo particolarmente sensibili. Tu come la prenderesti?

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  4. missloislane79 ha detto:

    A casa del tuo collega non so, ma a casa mia il corteggiamento esiste quando entrambe le parti sono d’accordo. Se una delle due parti è palesemente in soggezione (vuoi per personalità, posizione lavorativa, o qualsiasi altro motivo) e non è libera di scegliere serenamente, se non pagando un prezzo…beh, quello non è corteggiamento, è molestia evidente. Che il tuo collega, per favore, non se la racconti e non pretenda di raccontarla a te e a noi. 🙂

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  5. taras ha detto:

    perdoni la domanda off topic rispetto al posto, ma non crede che il direttore abbia capito chi sia la titolare del blog, cosa da cui potrebbe dipendere il cambio di atteggiamento meno “morboso” delle ultime settimane?

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  6. Vuc's ha detto:

    Per me hai fatto una cazzata a svelare questo blog al tuo collega…

    Ti auguro non sia una testa di cazzo come il tuo direttore.

    Per il resto NON MOLLARE, se questo è il tuo sogno, TIENI DURO. In bocca al lupo, continuerò a leggerti.

    Passa pure a trovarmi, la porta è sempre aperta. Non sarò in accappatoio e nemmeno nudo.

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