Come quando si sogna di precipitare dalla finestra

Sono di nuovo in balia delle voglie di seduzione di un panzone con il potere che sgocciola dalle dita, che mi guarda come se fossi un cioccolatino da scartare e da sciogliere in bocca.

Il gong è scoccato ieri sera. Finisco il mio articolo quotidiano, chiedo ai caporedattori se hanno bisogno di me – rispondono: no, grazie, oggi chiusura tranquilla – e mi metto la giacca. Mi sto per alzare quando vedo il direttore che si dirige verso di me, con un sorriso soddisfatto. Stasera vieni a cena per farmi compagnia, dice, accarezzandomi il fianco destro. Io mi sento cadere, anche se resto in piedi. Mi sento come quando si sogna di precipitare dalla finestra e si scalcia nel letto. Lo stomaco si attorciglia e la testa romba.

Cerco di gestire la situazione. Dico: ma da soli ci annoiamo, invitiamo anche gli altri. Lui fa una smorfia: chi? E io: il gruppetto solito, Anna, Beatrice, Riccardo. E anche Flavia, ma è già andata via. Prima che lui possa ribattere mi precipito verso le scrivanie dei miei compagni di precariato e dico loro che sono invitati a cena.

Dopo qualche minuto usciamo dalla redazione. Al ristorante cerco di essere serena. Penso: non basterà una cena per farmi perdere tutto quello che ho ottenuto fino ad ora. Poco, in realtà: sto scrivendo gratis da quasi due mesi per un giornale dove non ho un contratto.

A un certo punto chiedo: quando ci trasferisci?  Il direttore quasi si strozza con un sorso di pregiato vino bianco frizzante e mi dice: dove vuoi andare? Voi dovete restare qui, a farmi compagnia. Io insisto: ma ci avevi promesso che da qui poi saremmo andati altrove, che magari saremmo tornati nelle città dove eravamo prima.

Lui quasi grida: smettila adesso. Pensi di essere furba, vero? Ne parliamo domani, nel mio ufficio. E per il resto della cena non mi rivolge la parola.

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13 pensieri su “Come quando si sogna di precipitare dalla finestra

  1. Laura ha detto:

    Ma secondo te l’ispettore del lavoro che cosa può fare? Mettere in croce il direttore perchè invita a cena dei giornalisti, e nemmeno cene tet-a-tet? Io non credo proprio. E’ evidente che questo è uno di quei tipi di situazione dove intervenire è praticamente impossibile. L’unica cosa che può fare Olga è andarsene via. Perdendo così l’opportunità di un contratto, un’evenienza che di questi tempi non è facile da considerare.

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  2. Chiara ha detto:

    Io la capisco Olga perchè ho vissuto la sua stessa esperienza. Se non sei precaria e non sei donna non puoi capire. Forza Olga! Io so che troverai una soluzione

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    • Claudia ha detto:

      Sono una donna e sono stata precaria per anni fino all’anno scorso nella stessa ditta. Dopo quattro mesi di mobbing e una promessa di contratto che alla fine si è rivelata essere uno stage li ho mandati a quel paese e mi sono messa in proprio. Meno soldi ma tutta salute! Almeno se sono precaria lavoro per me stessa e non per certi porci che ci vorrebbero a novanta gradi. L’unica soluzione è andare via, soprattutto se non si hanno figli da mantenere.

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    • Francesca ha detto:

      Essere donna ed essere precaria non vuol dire farsi mettere i piedi in testa. Olga sta provando senz’altro a trovare una soluzione, spero per lei che funzioni.

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  3. Anonimo ha detto:

    Ciao Olga, io sono un uomo e mi vergogno di essere uomo quando leggo certe cose. Ti dico, se riesci a non cedere, aspetta ancora qualche giorno. Premi per il contratto e poi vedi. Ma tra un mese, se non cambia niente, vattene.

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  4. diariodelporcoallavoro ha detto:

    Per un lettore che mi ha chiesto di cancellare i suoi due commenti (cosa che ho fatto). Lascio comunque questa mia risposta (togliendo i riferimenti ai suoi commenti).

    Come ho scritto molte volte nei commenti e nel “chi sono” io poi ne sono uscita da questa situazione. Questo è un racconto al presente ma parla di un fatto passato. Non credo che l’Olga che racconto fosse senza dignità. Cercava soltanto di adattarsi a un ambiente fortemente machista e discriminatorio come quello italiano, dove l’85% della classe dirigente è formata da UOMINI. Se vuoi qualche dato recente lo trovi qui: http://www.huffingtonpost.it/2012/11/08/eurispes-classe-dirgente-uomini_n_2091699.html?utm_hp_ref=italy. Questo non significa che tutti gli uomini siano cattivi o porci, come dimostrano anche molti dei commenti di questo blog, ma che c’è un problema di gestione del potere. Purtroppo, poi, ci sono anche uomini- molti precari ad esempio – che si trovano nella stessa situazione di Olga. Magari non soggetti a ricatti sessuali ma costretti a subire angherie di vario tipo per trovarsi un lavoro.

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