Il grado zero della mia ingenuità

Dopo molti gelati e pensieri di distruzione seguiti da pentimenti e sentimenti di resistenza sono ancora qui, a fissare il monitor del computer. Da stamattina ho già fatto 100 refresh delle homepage dei principali quotidiani e ho messo ordine nella mia casella di posta, dove ho trovato un’email che ho scritto un paio di mesi fa a un amico. Rileggendola mi sono resa conto che il mio grado di ingenuità sfiorava livelli che forse nemmeno una bambina di 6 anni ha mai raggiunto.

Ecco uno stralcio dell’email.

“Sono stata mandata in questo posto in mezzo al nulla, ma c’è di buono che per la prima volta qualcuno per scegliermi si è letto i miei articoli. Il direttore di questo giornale sembra entusiasta del mio lavoro. Pare che forse avrò un vero contratto, però fino a quando non firmo non dico nulla. Probabilmente per 3 mesi dovrò restare qui e spero che poi mi mandino in una grande città”.

Che cosa avevi nel cervello, Olga? E dire che avevi già un bel po’ di esperienza alle spalle. Forse naif si nasce. E cambiare, poi, costa fatica.

 

 

 

 

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8 pensieri su “Il grado zero della mia ingenuità

  1. Francesca ha detto:

    Il tuo capo ha saputo fingere bene, probabilmente.
    Quando dovevo essere assunta, mi ricordo che non mi era stato detto nemmeno in quale servizio dovevo andare e quali sarebbero state le mie mansioni. Avevo aspettato per un quarto d’ora l’impiegata del settore giuridico e un’altra ora che si decidesse ad accompagnarmi. Nel mentre ammazzavo il tempo leggendo. Quando infine si è decisa, mi hanno fatto sedere in una postazione provvisoria. La collega sembrava gentile ma mi aveva fatto passare quasi intera settimana senza fare nulla, nonostante il mio capo le avesse detto di farmi lavorare. Dopo una settimana arriva il mio barbuto collega: si era messo in malattia! Si atteggiava a don Giovanni (non si dev’essere mai guardato allo specchio!) ma era onesto e leale. Mi ha molto aiutato, gli devo molto. Era l’unico che credeva in me.

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  2. Anonimo ha detto:

    Non è che tutti trovano un lavoro a tempo indeterminato, non è che ce la si fa sempre, nn cè posto per migliaia di avvocatesse di dottoresse di Giornaliste. I mercati si saturanooooo!!! Basta credere alle balle della cultura progressista post modernista tipo: tu, donna, con il tuo coraggio e la determinazione arriverai ovunque! Lo capite che questa società è una guerra e che inevitabilmente qualcuno perde, anche un volonteroso, anche un innocente, anche una bravissima giornalista? Lo capita che per STRUTTURA SOCIALE la domanda di buoni lavori è MAGGIORE dell’OFFERTA di questi. Il progresso verso una società perfetta in cui tutte le olga NON Lavorano i campi, Non puliscono il sedere ai vecchi, non stirano, e tutto questo senza mai scendere a compromessi NON ESISTE!!!! SVEGLIAAAAAA e dimentica tutte le balle che ti hanno raccontato dal 68 in poi, oppure va a letto col tuo capo 🙂

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    • gabriele ha detto:

      @ Anonimo

      Svegliaaaaa… fosse quello il problema! Il problema è che i buoni lavori sono “saturati” (?) da gente che non ha le minime dotazioni tecniche e intellettuali per svolgerli, ma siccome sono figli, amici o amanti sono stati collocati opportunamente lì.
      Vedasi l’attuale e molto meritocratico governo di tecnici, con i vari nipotini dorati, figliuole inserite e quant’altro. Quel che vale lì, vale anche agli altri livelli. Basta aprire appunto un giornale, per rendersi conto della totale assenza di professionalità che vi vige.
      Il progresso verso una società non perfetta ma migliore passa per qualche testa che ruzzola, molto metaforicamente, sia chiaro.

      Ma il vero problema sono i pesci lessi come questo “Anonimo”, ai quali fa piacere accettare tutto ciò come fosse legge di natura, e intanto non si rendono conto che in questo modo si accumulano inefficenze brutali che costano carissime anche a loro.

      Perché anche nel caso in cui “Anonimo” sia un privilegiato che galleggia sul guano, prima o poi si renderà conto – anche dalla zattera dorata – che sale un certo puzzo d’intorno. Che non c’è più un giornale che valga la pena di leggere, che il paese è usato come sacco da boxe da altre nazioni europee, che le città fanno schifo (vedi Roma o Milano), e in quelle città ci deve vivere e passeggiare anche il privilegiato di turno, a meno di non recludersi in qualche attico agli arresti domiciliari volontari o di esiliarsi alle Barbados come Gaucci, in Kenya come Briatore.

      Ci si illude che “il privato” possa salvare da una sanità scadente, o da un sistema educativo scadente? Che “pagando e strapagando”, pur se il sistema pubblico affonda, i privilegiati avranno sempre “il meglio”? Pia illusione!
      Perché la natura, Dio, il caso o le dinamiche sociali hanno avuto la buona grazia di disseminare il genio un po’ a destra e a manca (anche se in effetti a destra… un po’ manca).
      E un sistema sociale che annulli le risorse umane valide (che non sono mai troppe) ha come unico risultato il fatto di inzeppare la classe dirigente di avidi, disonesti e/o incapaci, compreso – ovviamente e a maggior ragione – il settore privato.

      Guardatevi intorno, furboni, il regime socioeconomico che avete difeso a chiappe strette contro il “progressismo” o la “postmodernità” va già da sé in tanti piccoli pezzi.
      E il corrispettivo di quelle che nell’antico regime furono le famiglie “aristocratiche” (cioè oggi la “crema” della borghesia ricca), cioè quanti ancora oggi pensano nel breve periodo di lucrare, si troveranno tempo una o due generazioni con le pezze al… , ai pantaloni: cercando di accoppiare le loro belle figliuole e i loro stolidi figliuoli al cinese di turno.

      Saluti,
      G.

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    • Anonimo ha detto:

      Gabriele, sono l’anonimo di ieri…no, non sono per niente un pesce lesso. Quindi tu prevedi un futuro prossimo in cui i cinesi prenderanno il sopravvento nelle posizioni di forza nell’economia del nostro paese e in cui la ricca borghesia fatta di ignoranti ed incapaci verrà scalzata (e ricordiamo il motto populista Giovane Precario=genio incompreso, vecchio con posto di ruolo =i ncapace ma fortunato). Secondo te il modello di mercato del lavoro made in china sarà friendly e post moderno? MMMMMhhhhhhhh… No credo di no. Credo che farà ritornare un po’ tutti alla realtà, con una ristretta e ripeto ristretta quantità di donne e uomini particolarmente dotati in lavori qualificati e gli altri a svolgere mansioni diciamo meno attraenti. Olga forse troverai un bel marito cinese che ti farà riscoprire che la vita è bella anche se non si fa il lavoro che si ha sempre sognato. E Gabriele, di sicuro Berlusca Gaucci e Briatore saranno sostituiti da Zanghusconi, Chenatore e Tshaucci (AHAHAHAH!) non da Fazio la Letizzetto e altre Capre radical chic…Studiate la storia e capirete quali sono le cose da fare! Se volete poi ve le spiego! Forza comunque e buona giornata!

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      • gabriele ha detto:

        No, io non prevedo nulla di friendly e postmoderno. Io prevedo che le strategie dei nuclei che attualmente detengono la golden share del potere nella nostra società (potere che, come la ricchezza, risponde a leggi gravitazionali di concentrazione e inerzia) porteranno a un declino generalizzato, che trascinerà a fondo anche loro benché oggi si illudano di star rafforzando la propria posizione.

        Così come oggi stesso non sono le doti a determinare la destinazione o il destino di un individuo, continueranno a non esserlo in futuro. Altro che “particolarmente dotati in lavori qualificati” (ma forse dovevo intendere “dotati” in senso diverso, più affine al tema del blog).

        Quella sui cinesi era un battuta, potrebbero essere loro o altri, ma il dato di fatto è che in un futuro prossimo anche il potere finirà per traslarsi in maniera radicale, lasciando gli “aristoporci” di oggi con un palmo di naso. Perché – come società europea – siamo sempre più periferia, sempre più gruppetto degli staccati, sempre più spazzini di retroguardia.

        Non so che abbiano di radical (ma nemmeno di chic direi) Fazio e la Litizzetto. Altri esempi di una società che in generale blandisce la mediocrità.

        Sì, vorrei che ci spiegassi quali sono secondo te le cose da fare, così capiremmo se la storia tu l’abbia studiata o meno.

        Non c’è bisogno di scalzare nessuno, nel nostro paese, vanno tutti a fondo da soli. Di solito in modo misero. C’è appunto la storia a insegnarlo. Anche quella recentissima.

        Saluti,
        G.

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  3. Anonimo ha detto:

    Guarda sul mio aver studiato la storia non mi faccio giudicare da te e da altri bloggers ! Cmq mi è piaciuta in parte la tua risposta anche se sei un po troppo meccanicista (“il potere risponde a leggi…”)!
    1) Ti assicuro che quelli che detengono ed hanno detenuto la vera Golden Share in Italia nella fase storica che si delinea dal dopoguerra ad oggi non sono i burattini che vengono dati in pasto al popolo su TG e giornali! E i Potenti, quelli veri sembra non cadano mai…
    2) Le cose da fare restringiamole all’area Economico politica:
    – Avviare un piano di riforma transnazionale dell’architettura finanziaria mondiale
    – Avviare politiche di cooperazione economica tra gli stati volti a favorirne lo sviluppo integrale.
    Per il problema di cui si parla maggiormente in questo blog in cui sono capitato completamente per caso:
    – Riconsiderare i paradigmi sulla sessualità imposti dalla cultura materialista-relativista dominante.

    Ciao. Comunque mi chiamo Tommaso

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