Come in un reality: o sei dentro o sei fuori

Il capo del personale mi chiama. Dice che non si può andare avanti così, che bisogna regolarizzare la situazione. O sei dentro o sei fuori. Lo dice con tono severo, come se fosse colpa mia. Penso all’aut-aut e provo una lunga vertigine. Mi ritrovo davanti a uno schermo dove, al rallenty, vengono proiettate le scene dei reality che mi è capitato di vedere in televisione. Vedo gente che piange disperata e che esulta, emettendo gemiti e gridolini.

Poi torno in me e dico: se sono in questa situazione non è certo per colpa mia. Io sto aspettando il contratto da più di due mesi ma ancora non ho visto nulla. E nel frattempo sto lavorando gratis. Lui risponde: non è nemmeno colpa mia. E’ il direttore che non si fa mai trovare per firmare le carte. Comunque è ora di finirla con questa storia: mandami subito i tuoi dati che così preparo i documenti e poi te li porto nei prossimi giorni.

Resto con il telefono in mano. Provo un senso di sollievo. Respiro a fondo, come se fossi in mezzo a un bosco innevato con l’aria fresca che entra nelle narici e poi scivola giù, fino ai polmoni.

Il contratto sta per arrivare e mancano pochi giorni, mi ripeto. Credici, che questa volta è vero. Mi guardo attorno e inizio a sorridere ai colleghi, come un’ebete. Tanto, chissenefrega, non ho un’immagine da salvaguadare. Tutto quel che c’era è stato fatto a pezzi.

Devo condividere la gioia con qualcuno, penso. Adesso vado da Anna e da Beatrice. Mi sto per alzare ma mi assale la paranoia: e se lo dico a loro che magari non hanno ancora ricevuto la telefonata dal capo del personale e si arrabbiano? E se bloccano tutto? Mi sorprendo di questi pensieri. Capisco che la mia naïveté sta svaporando. Mi sto trasformando nell’animale da redazione, nella specie “giornalista”.

Resto seduta. Non dirò nulla a nessuno fino a quando non avrò quel pezzo di carta sotto il naso. Fino a quando non farò quella benedetta firma.

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4 pensieri su “Come in un reality: o sei dentro o sei fuori

  1. Carlotta ha detto:

    Ho scoperto il tuo blog tramite la segnalazione di un’amica e collega. L’ho letto di sera e sono andata a dormire angosciatissima, con un senso di disagio e di fastidio che mi ha perseguitato tutta la notte. Possibile che uno per fare il lavoro che ama debba tollerare ste cose?
    Ho letto che c’è uno sfasamento temporale, quindi mi auguro che per te ora la situazione sia più serena. In bocca al lupo. Ti seguo 🙂

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  2. Francesca ha detto:

    Forse stavolta è fatta, sono veramente contenta per te! Finalmente uno che crede in te e ti rispetta! Non preoccuparti, non ce l’ha con te. Ha capito che sei diversa dalle altre “amiche” del direttore e ti vuole aiutare. Non ne può più di vederti fissare il PC. Spero solo che ne valga la pena. Mi dispiacerebbe vederti lavorare per un giornale sessista come c’è ne sono tanti, che dà notizie di parte o addirittura false. Sono d’accordo con Claudia: non parlarne con nessuno e, mi raccomando: leggi ogni virgola prima di firmare. Spero solo di non averti illusa!

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