La messa in scena del buffone

Il mio segreto dura poco.

Ecco il direttore. Entra in redazione accarezzandosi la pancia e ghignando. Lo vedo da lontano. Mi fingo assorta, fissando dritta davanti a me.

Ecco che si avvicina. Sento la sua mano sulla spalla: Olgaaaaa, dice ad alta voce, perchè non saluti il tuo direttore? Mi giro: ciao, gli dico. Ma come: non mi dai due baci? Rispondo: ma non si usa, tra colleghi. Lui alza il sopracciglio destro e smette i panni del buffone per indossare quelli dell’orco: io sono il tuo direttore e tu sei troppo acida, ultimamente. Che cosa ti ho fatto? Silenzio. Poi esplode in una risata catarrosa: eppure Olga dovresti ringraziarmi perchè sta per arrivare il contratto. Non fare quella faccia. Certo che lo sai, ti ha chiamata anche il capo del personale. Hai visto che bravo il tuo direttore? Che magnanimo? Io penso sempre a te. Anzi  a tutti voi. E quello che faccio è solo per il vostro bene.

Alcuni colleghi si girano e sorridono. Ci vorrebbe un applauso, penso, per la bella messa in scena. Se gli vomitassi sulle scarpe che cosa succederebbe? Purtroppo ho già digerito il pranzo e non ho più nulla nello stomaco. Tranne litri di bile stoccati nelle viscere da settimane.

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12 pensieri su “La messa in scena del buffone

  1. Tenente Drogo ha detto:

    Quel che mi chiedo, tanto nel leggere delle tue peripezie quanto nell’incontrare persone che al porco sono simili nei principi motori se non altro, è cosa così li abbia fatti diventare, quando, anche, a seguito di cosa; intendo: è stato un evento scatenante? un trauma? un fatto così terribile da sgretolar loro ogni traccia di etica, di morale o anche solo di piacere nell’essere una persona decente? Oppure il crollo è stato graduale e lentissimo, la loro coscienza come roccia dolomia che pian piano il vento e la pioggia erodono e mangiano, e pian piano, allo specchio, hanno smesso di guardarsi…perchè non posso non pensare che giovani, illusi, idealisti anche loro son stati, non posso non credere che ci fu un momento in cui anche loro sapevano indignarsi, vergognarsi anche e sopratutto di loro stessi…e non è accademia la mia, non è pura gana sociologico-scientifica, è più quasi necessità di far emergere i primi sintomi, così da poterli riconoscere e combattere mai, Dio non voglia, li vedessi diagnosticabili in me.

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  2. Francesca ha detto:

    Oh, no! L’orco è uscito dalla tana! Doveva pur far sapere a tutti che era per merito suo! Secondo me non lo può vedere nessuno, lo rispettano giusto perché è il loro direttore. Mi raccomando: dopo l’assunzione e il periodo di prova urlagli in faccia tutto quello che è!

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      • Francesca ha detto:

        Lo credo bene!Quando si ricevono molestie questo è uno dei sentimenti che si prova. Spero solo ne valga la pena aspettare. Io la penso come s1mon@ ma avrebbe dovuto denunciarli. Non è giusto che uno debba rinunciare ai suoi sogni per colpa di questi porci. Qualche associazione ci aiuterà pure!

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  3. s1m0n@ ha detto:

    Non vedo l’ora di scoprire come va a finire 🙂 Spero che ti abbiano trasferita con un contratto, ti dovrebbero dare un Pulitzer per la pazienza e la tenacia.

    E, a livello personale, ti ringrazio per aver confermato che il giornalismo non era la mia strada. Ci sono stati momenti in cui ho considerato quest’opzione di carriera, scartata, in seguito, per paura di dover scendere a compromessi, di dover essere obbligata a tradire i i principi in cui credo fermamente.

    Leggendo il tuo blog, ho capito non solo di aver fatto la scelta giusta, ma di essermi anche risparmiata molteplici denunce dai vari “porci al lavoro”. Con il caratterino che mi ritrovo, li avrei sbeffeggiati e insultati pubblicamente. Un bel videozzo su YouTube se lo sarebbe meritato il direttore ^_^

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  4. Stefano ha detto:

    Leggo con molta attenzione questo blog, scritto in maniera efficace e tagliente al punto giusto, riesco a percepire la pochezza di questi mezzi uomini e mi spiace molto essendo io maschio, non so come scusarmi per il sesso a cui appartengo, anzi non dovrei per non giustificare attraverso il genere comportamenti dementi è insultante per me.
    Povera patria di Battiato sembra scritta per questo blog.

    Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
    Me ne vergogno un poco, e mi fa male
    vedere un uomo come un animale.
    Non cambierà, non cambierà
    si che cambierà, vedrai che cambierà.

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  5. Francesca ha detto:

    Oggi ho incontrato anch’io “Il porco al lavoro”! Mi ha scioccato. Ho provato a denunciarlo (abbiamo un posto di polizia) ma il poliziotto mi ha detto che devo andare dai carabinieri o in questura. Purtroppo non so chi è quindi mi ha sconsigliato di querelarlo (dice che si chiama così). Ma d’ora in poi non ne lascio passare una in quel posto di m.!

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  6. gabriele ha detto:

    Già… il blog ha proposto fin qui contenuti stimolanti, la lettura era anche piacevole, nonostante i temi duri. Pure le discussioni mi sembravano ben gestite.
    Speriamo che almeno i motivi di questo silenzio siano positivi per Olga e non il viceversa!
    Ciao,
    G.

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