La violenza non occorre che sia fisica per fare male

La violenza non occorre che sia fisica per fare male.

La mattina ho la testa pesante per il poco sonno. Mi infilo sotto la doccia di acqua bollente per lunghissimi minuti. Ma lo sporco non va via. E’ un’incrostazione stalagmitica, un senso di inadeguatezza perenne. Sono stata una stupida, questa è l’unica verità. Per raccontare che cosa è successo mi servono parole nuove, una lingua che mi faccia articolare quella cosa che non riesco a comunicare,  mi occorre tempo. Da due giorni non lavoro. Il monitor è spento e io ho detto al caposervizio che ho la febbre. Non potrò andare avanti così per molto ma ora non voglio pensarci.

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24 pensieri su “La violenza non occorre che sia fisica per fare male

  1. Roberto S. ha detto:

    Ciao Olga. Quanta sofferenza. Ti auguro di cuore di poter trovare quelle parole nuove per poter far uscire “la bestia nel cuore”.
    Buona fortuna. L’unica forma di sostegno che posso darti è continuare a leggerti. Tutto il resto, poichè non ci conosciamo, saprebbe di ipocrisia.

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  2. Valeria ha detto:

    Ciao Olga,
    leggo spesso il tuo blog, mi piace.
    Cioè: mi dispiace per ciò che ti capita ma mi piace il tuo modo di scriverlo.
    Mi piace la denuncia, ed è per questo che ti contatto: vorrei contribuire, se posso, con ciò che so fare.
    Sono un Esperto di Fiori di Bach, non so se ne hai mai sentito parlare.
    Sono rimedi per le emozioni, molto semplici da usare e di grande effetto sulla nostra personalità.
    Ogni volta che leggo un tuo pezzo emerge un Rimedio e mi dico: toh, oggi è VERVAIN, oggi è HOLLY, oggi si sente GENTIAN, e così via …
    Perché si vede, si vedono le tue emozioni.
    Se ti sembra un argomento interessante, contattami.
    Inizialmente troviamo insieme il fiore giusto per te, in ogni situazione, e poi ti insegno come fare da sola.
    Perché è questo che il Dr. Bach voleva da noi BFRP: che diffondessimo il metodo di modo che ognuno potesse un giorno fare da sé.

    Avremo modo di approfondire, se vuoi.

    Per ora … ciao

    V.

    http://www.mangiabiologico.it

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    • Francesca ha detto:

      Anch’io ne ho fatto uso e mi hanno fatto bene. Li ho accompagnati al Gelsemius Sempervires e al Natrum Muriaticum (forse c’è n’era un’altro ma non me lo ricordo. Mi è servito per affrontare la depressione dovuta all’umiliazione e al senso di inadeguatezza.

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  3. Francesca ha detto:

    Questo titolo mi spaventa! Soprattutto il non sapere con esattezza cosa ti è successo! Comunque capisco bene i tuoi sentimenti. Quando ero vittima del mobbing dormivo ma poi mi svegliavo con l’ansia, pensando alle vessazioni che subivo. Una volta, mentre ero a letto, mi toccai il viso e pensai: “Devo essere dimagrita tantissimo, se continuo così muoio!” Spesso non facevo colazione perciò mi imposi di mangiare qualcosa. Avevo attacchi di panico, vivevo fuori della realtà e avevo manie di persecuzione. Mi sarei dovuta mettere in malattia ma sono troppo orgogliosa quindi decisi di continuare a lavorare come sempre, nonostante mi caricassero all’inverosimile ed in più mi disturbavassero. Era proprio un calvario! Ma solo in quel modo potevano sparire le mie ossessioni e le mie fobie e così è stato. Ora sono più forte e ogni volta che provano a vessarmi alla fine ci rinunciano e mi rispettano, anche se controvoglia.

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  4. s1m0n@ ha detto:

    Sai cosa, Olga?

    Mi fanno arrabbiare in primis tutti coloro che il sistema lo alimentano, a cominciare dai colleghi e dalle colleghe che stanno al gioco, che sminuiscono il mobbing, che ti fanno credere che sei tu quella che si fa’ idee strane.

    Che cosa ne ricavano, loro? Devono forse consolidare le posizioni acquisite e stare a posto con la coscienza evitando che persone moralmente integre ottengano contratti decenti?

    Non capisco… le colleghe (precarie) che vanno a vivere con il direttore, l’amica al telefono che aggiunge ancora un pizzico di “sana” (si fa per dire) umiliazione… Sembra un mondo di malati mentali!

    Ma i giornalisti non scelgono questa carriera perché spinti dalla voglia di denunciare, informare e offrire spaccati del mondo reale alla gente comune? O sono io che vivo in una dimensione parallela?

    E ti prego, Olga, dimmi perché non hai caricato un video su youtube. Avresti potuto modificarlo per rendere irriconoscibili persone e luoghi.
    Dubitavi di te stessa fino a questo punto?

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    • Francesca ha detto:

      E’ un circolo vizioso: io vesso te e tu, a tua volta, vessi chi è più debole di te. La mia fede mi ha insegnato a non comportarmi così con il mio prossimo ma a chiarire con chi mi provoca oppure lasciare correre, se la cosa non è grave. In Italia non ottiene il lavoro il meritevole ma chi lecchina o si concede sessualmente meglio: che schifo! A me fanno pena le ragazze come Flavia: non vedono altra via d’uscita che concedersi al prepotente di tutto e per riuscirci si ubriacano. Gli viene insegnato che questo significa essere donne emancipate.

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      • s1m0n@ ha detto:

        Credo che la fede abbia poco a che vedere con queste dinamiche.

        Chi ha subito (e sa perfettamente come si possa sentire una persona in questi casi) dovrebbe esimersi dal perpetuare certe vessazioni. Il fatto che continuino significa che hanno paura di perdere quel poco che hanno conquistato a caro prezzo o che, + semplicemente, temono un giudizio sulla loro persona.

        E’ un sistema di ricatti che assomiglia parecchio alle organizzazioni mafiose. Come cambiarlo? Denunciando, anche se, purtroppo, le parole contano poco. Ripeto, un video, avrebbe fornito prove + convincenti.

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  5. eklektike ha detto:

    Mi dispiace per quello che ti è successo.
    Magari, se riuscissi a trovare le parole per descrivere ciò che ti è successo e metterlo nero su bianco, anche solo per te stessa, potresti stare meglio.
    In ogni modo, coraggio.

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  6. Laura ha detto:

    Ciao Olga, ho un terribile sospetto su quanto possa essere successo ma non so come poterti essere utile. Sarebbe l’unica cosa che avrebbe senso fare: poterti in qualche modo aiutare. Se vuoi puoi contattarmi. Laura66

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  7. diariodelporcoallavoro ha detto:

    Siete davvero tutte e tutti molto cari. Purtroppo non ho fatto riprese da uploadare su youtube oppure da mostrare a un giudice. Questo è stato il principale problema di tutta questa storia, di tutto questo blog. Sono una scema? Probabilmente sì. O forse in certi momenti si è così bloccati che anche fare la cosa più ovvia non è per niente immediato. E forse certe volte non si vuole credere che le cose andranno proprio così: male. Racconterò per bene, con le parole giuste. Non restano che quelle.

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    • s1m0n@ ha detto:

      Non era mia intenzione farti sentire ancora peggio. Col senno di poi mi rendo conto che avrei dovuto usare una maggiore sensibilità nei miei commenti. Purtroppo temo che la delicatezza non sia una delle mie principali qualità.

      Scusami tanto. Non credo che tu sia scema, anzi, tutt’altro. Mi rimane soltanto difficile capire fino a che punto l ‘essere umano possa oltrepassare i limiti dell’alienazione.

      Ti ringrazio a nome di tutti/e per aver deciso di condividere l’esperienza di vita sul blog, e, magari, chi si trova nella stessa situazione riuscirà a maturarne la consapevolezza in tempi + brevi. In ogni caso me lo auguro.

      Al prossimo episodio 🙂

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      • diariodelporcoallavoro ha detto:

        Ciao Simona, scusa se rispondo solo ora. Non mi hai fatto stare male, anzi hai sollevato un dubbio che hanno molte altre lettrici e lettori. Ti ringrazio per questo. Sentiti pure libera di scrivere quello che vuoi. Questo deve essere un luogo di confronto e di discussione aperto e rispettoso. Il tuo commento lo è stato. Grazie

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  8. Tenente Drogo ha detto:

    Ho forte sospetto che quel che è successo sia di ambito prettamente fisico: spero di sbagliarmi e spero sia stata, del gesto, più la forma astratta che la sostanza a ferirti.

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  9. Viola ha detto:

    Le tue parole sono piccoli spilli pungenti che si infilano nella mia pelle! Ed invece che sangue…escono lacrime. Lacrime di ricordi…la violenza non occorre che sia fisica. Ma come si fa a dimostrarla? A volte si è quasi sperato di avere dei segni sul corpo…sentendosi così in colpa per chi davvero una violenza fisica l’ha subita.
    Lo si vorrebbe gridare al mondo…a volte penso che mi sentirei meglio solo se tutti sapessero…ma non riesco a capire il perchè di questa voglia di gridare a tutti la violenza subita. E poi quando si sta peggio…si vaga su internet alla ricerca di qualche associazione che infonda fiducia, qualcuno con cui parlare ma non si pesca molto…e si approda qui…una piccola spiaggia della salvezza…nei panni di un blog…scritto da una persona che ha subito anche lei delle violenze…e mi chiedo se in un mondo civile…alle luci del 2013…questo sia il modo giusto per “smaltire” una violenza…mi sento sola in un mare di pesci. L’orco torna…ed io cedo nonostante la consapevolezza.

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    • diariodelporcoallavoro ha detto:

      Cara Viola, questo è un luogo di autonarrazione. Non è la soluzione alla violenza ma una forma di reazione tardiva. Se vuoi raccontare la tua storia, che mi sembra di capire sia ancora in corso, fallo (togliendo pure gli elementi che ti possono rendere riconoscibile). Magari riusciremo – io e le lettrici e i lettori – ad aiutarti in tempo. Magari ti daremo la forza per scappare dall’orco. Non desiderare che la violenza diventi fisica. Non desiderare di farti male. Non è colpa tua.

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      • Viola ha detto:

        Olga ti ringrazio per la tua celere risposta…e per la comprensione che hai avuto per le mie parole. Ma questo è il tuo spazio…ed io non so davvero come gestire questa cosa… Non vorrei far apparire più grande di quel che è la mia storia ma immagino che tu capisca quanto le pressioni psicologiche logorino. Ed io che la “violenza” l’ho subita anni fa perdendo quella spensieratezza tipica dell’adolescenza…mi ritrovo oggi all’improvviso faccia a faccia con l’orco ed invece che insultarlo…lo ascolto, lo comprendo, e mi lascio trasportare da lui concludendo quella violenza che forse tempo fa, vuoi per la mia giovane età, si era fortunatamente arrestata. Giorni mi sento sporca come lui…giorni penso sia un rapporto speciale.

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