Il capetto del capetto ex enfant prodige dalla lingua slogata

Sopra il capetto c’è il capetto del capetto. Millanta di essere tutto il giorno impegnato, oberato dalle mille incombenze “date dal suo ruolo”. E’ sbrigativo e nervoso. Si aspetta reverenza e quando non la ottiene si arrabbia.
Il capetto del capetto sembra uscito da una soap opera: ha il mento sfuggente, la mandibola larga, i capelli che gli cadono a ciuffo sulla fronte. Li sposta spesso con fare vezzoso con le dita corte e sottili. Ho il dubbio che siano decolorati. Ma è un dettaglio che non interessa a nessuno: lui è un ex enfant prodige che può permettersi tutto. Di trattare male le redattrici, di chiamarle stronze, di urlare, di dare ordini senza dire perfavore né grazie. Deve avere appoggi potenti. E una lingua ormai slogata dal troppo leccare.
A differenza del capetto, lui non ha un cuore nascosto.
Il capetto del capetto mi odia. Mi ha odiata fin dal primo giorno che mi ha conosciuta perché pensava che fossi la protetta del direttore, una possibile rivale. Poi deve avere capito che non valgo nulla – in termini di contatti e conoscenze, intendo – e il suo odio è aumentato. Non riesco a capire quale sia il rapporto di causa ed effetto alla base di questo accanimento. Ma è inutile che mi faccia domande a cui non riesco a rispondere.
Il capetto del capetto odia anche Erica. La detesta a fondo da quando si è messa in maternità. Se sente il suo nome trema tutto, si colora di fucsia, e dice: se potessi staccherei il collo a lei e a quel feto che le sta crescendo in pancia. Non ha nemmeno avuto il coraggio di rispondere al telefono: non si tratta così un capo. Lo dice come se fosse un lungo epiteto. Lo dice tutte le volte uguale. Quando sento le sue parole il mio sangue si secca e smetto di respirare per un tempo che non so.

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10 pensieri su “Il capetto del capetto ex enfant prodige dalla lingua slogata

      • Lily ha detto:

        Scusate se mi intrometto, ma credo che siano due risvolti della stessa medaglia: è la decadenza culturale che ha portato a questa crisi che prima di essere economica è antropologica… è un male che affligge chiunque abbia la sfortuna di nascere nel paese sbagliato.. e l’Italia, ormai, è il paese della decadenza per eccellenza: zero senso civico, nessun umanesimo.. soltanto ecatombe culturale ed economica. E di peggio, nessun cambiamento in vista…

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      • Valeria ha detto:

        Scusa Olga, una domanda.
        Ma il tuo era un caso singolo (e sporadico) dovuto a quel particolare giornale là, oppure stai dicendo che é una situazione generalizzata delle redazioni dei giornali in Italia?

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      • diariodelporcoallavoro ha detto:

        Intendi il caso di questo post o il caso del porco? Di porci ne ho trovati altri anche in altre redazioni. E non sono l’unica. Settimana scorsa una mia amica ha perso una collaborazione che aveva cominciato proprio a causa delle avances di un capo. Lui ci ha provato mentre chattavano per accordarsi sugli articoli futuri. Lei ha opposto una cortese resistenza. Lui allora le ha ridotto gli articoli e nell’arco di un mese ha sospeso la collaborazione. Un fatto del genere è difficile da denunciare. Se vai da un avvocato ti dice di lasciare perdere.

        Per quanto riguarda invece l’avere incontrato persone con l’animo abietto e prive di scrupoli… beh quella è una cosa quotidiana. Le redazioni sono davvero piene di gente senza meriti, leccapiedi e ignoranti. E infatti se ne vedono i risultati.

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  1. Anonimo ha detto:

    Forza ragazza, forza.
    Non so a quando risalgano le vicende delle quali scrivi e spero che adesso la situazione sia un po’ migliorata. Se fosse così, comunque, nessuno potrebbe ripagarti in alcun modo dello…schifo subito da porci sfigati maledetti (non riesco a mantenere la calma, scusa il linguaggio).
    Una società maschilista e’ una società malata. Tutto nasce, credo, da mancanza di spirito critico diffuso, da attenzione per scuola, a qualsiasi livello, e dalla assenza di legalità.

    Mai smettere però di battersi per incidere e per cambiare, ognuno nel proprio ambito. Mai piegarsi. Mai scendere a patti. Mai fare compromessi che ledano la dignità e vadano contro la propria etica.

    Sei un esempio, i tuoi post mi fanno inferocire sempre…ma e’ salutare che sia così.

    Un abbraccio fortissimo e in bocca al lupo per tutto 🙂

    coco 🙂

    ps. sono in giro e non ho modo di recuperare la foto (magari lo farò più tardi e ti spammero’ 😉 )…associo i tuoi post (facendo le debite proporzioni e relativizzando, chiaro) ad una delle componenti delle Pussy Riot (collettivo punk russo) finita in galera per…reati di opinione, su precisa indicazione di un patriarca ortodosso…putiniano di ferro. C’e’ una foto di lei, trascinata via da una (serva…serva dei servi…) poliziotta, con indosso una maglietta blu elettrico con la scritta “no pasaran” e l’occhio indomito e sornione…e in quel momento non poteva non sapere cosa l’attendeva in galera…mi vien da piangere di rabbia ogni volta che penso a quella foto…a quel che le avranno fatto dentro un carcere russo, a quello che le continueranno a fare fino a che non uscirà… ma e’ anche una di quelle foto che ruota sullo screen saver del mio pc perché…beh, e’ poesia pura per me…FORZAAAAA!

    pps. non sono comunista, fascista…sempre stato allergico agli -ismi, sin da piccolo, con tutti i problemi e le soddisfazioni da ciò derivanti. sono anarchico, in senso stretto (sinteticamente: ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni) quindi sono forzatamente antagonista allo status quo…solo per sintetizzare e per essere chiaro 🙂 scusa se son prolisso, ora mi calmo: “colpa tua” 😉

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    • diariodelporcoallavoro ha detto:

      Grazie per l’incoraggiamento! Sono felice che le mie parole servano a scatenare rabbia e senso di ribellione: perché è questo che ci serve di questi tempi, credo (incanalando i sentimenti negativi nel giusto modo, ovviamente).
      Anch’io adoro le Pussy Riot! Ammiro il loro coraggio e la loro capacità di vedere la realtà in modo nuovo.
      Un abbraccio
      O.

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  2. Tenente Drogo ha detto:

    Umanesimo, dice Lily, ed io sento un brivido freddo di condivisione e concordanzaperfetta di pensiero…umanesimo, è quello che manca, umanesimo è il grande assente degli strani giorni nostri: la dignità degli esseri umani tutti, le basi delle rivoluzioni illuministe, il recupero del tentativo di fare sopratutto bene e di produrre bello, il rialzare la testa dalle sottomissioni, tutta quella ventata d’aria nuova che caratterizzò il nostro Rinascimento.
    Sarò illuso, ma iocredo che nei maggiori esponenti culturali dell’epoca ci fosse, oltre alla ricerca del successo e della fama personali, la soddisfazione forte, l’esaltazione, quando coscienza li colpiva di produrre cose belle, di fare per il far bello: ora invece, schiavi della drammatica logica del crescere ad ogni costo, dell’obiettivo commerciale, della difesa ad oltranza di ruoli e privilegi, afflitti dalla bulimica fame di ruoli e privilegi ulteriori, il fare per fare bene è morto…dalle partite di calcio (orrende, rispetto a 25 anni fa) ai programmi televisivi, dai film alla grande distribuzione d’alimenti ed indumenti, l’obiettivo è vendere e vendersi ad ogni costo (gioco di parole voluto) indipendentemente dalla soddisfazione di venditore e compratore…con le dovute eccezioni, certo, ma riflettiamo sul contesto di capi, capìni e capètti in cui Olga si dibatteva, al di là delle molestie, cosa emerge se non un ambiente introverso ed avvitato su se stesso i cui, della qualità degli articoli scritti, non frega nulla a nessuno, ancora meno ai capi? Umanesimo, Lily…umanesimo…hai ragionissima.

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  3. Francesca ha detto:

    Perché, cos’ha fatto da bambino per renderlo un prodigio? Vedo che non è cresciuto! Non mi stupirei se anche il capetto dal “cuore nascosto” tradisse. Nel mio ambiente tutti dicono che si può e si deve fare ma secondo me lo dicono per nascondere complessi d’inferiorità ed invidia verso i pochi che hanno una famiglia unita. Sicuramente gli appoggi ce li ha perché lecchinare aiuta molto. Secondo me ti odiava perché ti considerava una che potevi fargli le scarpe: sei brava, laureata e giornalista professionista. Se poi aveva saputo che sei entrata senza raccomandazione e senza favori sessuali ti odiava sicuramente di più. Questo bastardo se la godeva a trattarvi male perché sapeva che voi lo temevate. Ad una persona così avrei tanta voglia di dirgli: “Ma come si permette di insultare Lara e il suo bambino? Ma io le stacco la giugulare” E mi immagino tu e gli altri tuoi colleghi che mi trattenete dal fargli del male. Tranquilli, la mia personalità non è così ma a volte ti vengono cattivi pensieri! Poi mi racconti com’è finita dopo il post “La violenza non occorre che sia fisica per fare male?” Mi pare di aver capito che sei tornata indietro, cronologicamente.
    Che brutto pomeriggio che ho passato! Sto andando al lavoro in pullman e mi hanno pure danneggiato la macchina che avevo lasciato in officina! Non posso farmi aiutare dalla mia assicurazione perché è un trattore che ha causato il danno! Devo chiedere il risarcimento danni all’assicurazione della controparte! Che stress che sono questi uomini!

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