Il cuore spezzato di Porco Secondo

La cena è in un ristorante semivuoto. Le nostre voci rimbombano contro le pareti verdine di spatolato sintetico. Io cerco di focalizzarmi sul cibo, di capire di che cosa ho voglia. Spero che lui non ordini un piatto troppo caro perché il conto lo pagherò io, per dimostrare che da lui non voglio nulla se non che mi permetta di scrivere per il suo benedetto giornale. Per fortuna non ci sono candele sul tavolo, penso. Io provo un certo imbarazzo: perché sono a cena con un caporedattore che conosco appena? Ma che diamine, per avere uno straccio di lavoro, per potere scrivere su un giornale degno di questo nome. Lui mi ha detto che la sera si sente più rilassato rispetto al giorno e che può finalmente ascoltare le mie idee. Ora potrò fargli l’elenco degli articoli che vorrei proporre e dimostrare tutta la mia buona volontà.

Non vedo l’ora di cominciare a parlare di lavoro ma lui non sembra essere nel mood. Mi dice che per lui è un periodo difficile, che ha il cuore spezzato, che non vorrebbe sembrare indiscreto ma che magari se avessi qualche consiglio da dargli gli farei un favore visto che la donna che l’ha ridotto in questo stato (a me sembra che stia benissimo) ha la mia età. Anzi, un po’ più giovane: lui ha 54 anni e lei 24.

Come nella migliore delle tradizioni lei, la donna in questione, è una stagista avvenente e volenterosa che lui ha iniziato a tormentare appena arrivata in redazione. Lui non usa la parola tormentare ma io lo so che è così. Lo so perché li ho visti, come fanno, i porci al lavoro. Lei all’inizio non sembrava interessata, lui mi dice, io invece mi sono perso da subito nei suoi occhi scuri. Comunque sono sempre stato discreto, qualche sguardo, alcuni caffè. Fino a quando una volta non siamo rimasti da soli in redazione fino a tardi e poi siamo finiti a casa mia e poi. E poi la stagista ingenua ha pensato che in questi casi valesse la regola del “una volta basta per sempre”. Ha ceduto, abbiamo fatto sesso, è stato abbastanza bello, certo io non ho dato il meglio di me perché sai la prima volta, per un uomo, della mia età. I fotogrammi di un film porno si proiettano sul bianco lucido del mio piatto di ceramica e la fame mi passa definitivamente. E poi, chiedo con un filo di voce, come se mi trovassi in una di quelle sale a luci rosse di una volta, colme di fazzoletti sporchi e odore di liquidi maschili, e poi cos’è successo?

I suoi occhi sono un gayser che sta per spruzzare. Dopo quella dolce notte io pensavo che saremmo usciti di nuovo. Io l’ho amata da subito, capisci, ma lei invece mi ha voluto vedere solo un’altra volta e poi basta. E perché chiedo? Perché poi il suo periodo di stage è finito e io non potevo aiutarla, cioè, sono solo un caporedattore, per aiutarla avrei dovuto avere la certezza che ci saremmo messi insieme, mica posso aiutare tutte così. Lei mi ha detto chiaramente al telefono che questo la faceva andare in bestia perché lei comunque me l’aveva data e non capiva perché non bastasse. Certo che siete volgari voi donne, aggiunge. Io non ho parole, apro la bocca e non esce nemmeno il respiro. Lui continua: insomma poi io le ho mandato dei messaggi, forse ho esagerato, delle email, anche 5 o 6 al giorno, e lei deve essersi spaventata. E poi. Ora i suoi occhi sono molotov incendiate. E poi sai cos’ha fatto? No, dico. Ha raccontato tutto a una collega, precaria da 8 anni, che a sua volta l’ha raccontato a una collaboratrice mia amica che l’ha detto a me. Allora io per evitare casini sono andato dal caporedattore centrale, che ha 5 anni in più di me, e col cuore in mano gli ho detto quello che era successo. Lui ha riso forte e mi ha dato varie pacche sulle spalle. Mi ha detto: mio caro, ti capisco bene, non preoccuparti, anche a me è successa una cosa del genere, con un happy end però. La conosci no Lucia, che lavora all’economia? Beh lei era la stagista di 10 anni fa. Ora come sai siamo sposati e anzi, anche un po’ stufi.

Io ascolto ancora, come mi ha detto di fare Ludovica, ascolto per bene perché bisogna imparare come funziona il mondo del giornalismo italico. Lui va avanti: lei, dopo che ha finito lo stage, non ha più messo piede da noi perché comunque non si fa così con un capo, che si va a raccontare le sue cose private. A me dispiace perché io la amo ancora. Capisci, la amo ancora e la notte non dormo perché penso a lei. E vorrei aiutarla ma non posso farlo senza la certezza che poi lei starà con me.

Io sorseggio il mio vino e invece di mettere giù il bicchiere, guardo quel che resta di quel liquido scuro e denso, e vorrei che fosse un abisso nel quale tuffarmi per nuotare per ore senza sentire più voci, senza avere un passato, senza pensare al futuro, diventando pesce per sempre perché i pesci non devono lavorare.

Lui continua a parlare del suo amore infranto, che non è amore ma sexual harassment, così bisognerebbe chiamarlo se fossimo in un paese civile. E andrebbe denunciato. E io mi chiedo che cosa ci sto a fare, qui, a cena, con Porco Secondo che piange e che non ha tempo, ancora una volta, per parlare dei miei articoli.

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11 pensieri su “Il cuore spezzato di Porco Secondo

  1. Francesca ha detto:

    Mi piace proprio come scrivi ma è un racconto da film horror, mi viene da rimettere! Poi dicono che non esiste la misoginia! A me piace essere “diversa” dagli altri, lottare “fino all’ultimo sangue” per essere rispettata sul luogo di lavoro. Ti incoraggio a fare la stessa cosa, non avendo paura di litigare. Può darsi che in questo modo otterrai un lavoro. Non sapevo fossi così giovane! Senz’altro sei anche molto carina e in Italia si sa come viene trattata una donna che vuole lavorare. Io ho imparato ad essere “sfacciata”, a ribellarmi. Anche se ho il posto fisso, ti mettono in condizioni di andartene.

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  2. Max Min ha detto:

    Che schifo!! Sono uomo ma mi dichiaro di un’altra razza, beh diciamo che lui è di un’altra razza essendo porco… con tutto il rispetto per i signori maiali… Che fare? Se ne incontrassi uno potrei pure picchiarlo, però forse denunciare (e/o trovare il modo, la possibilità di farlo) non sarebbe la strada da seguire, ma dove sono quelle belle registrazioni nascoste che sputtanano a dovere questi porci?? Se la stagista, ammesso che esistea, oltre (o forse invece) di dargliela avesse fatto anche qualcosa, so che è la vittima e di sicuro non conosco nulla della sua situazione però se tutto deve andare così “liscio” non c’è futuro….

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