Gli conficcavo le unghie nella mani pelose. Ma nemmeno così ha smesso

Nadia, una commercialista che lavora nel nord Italia, mi ha mandato la sua storia. Eccola

Per fortuna mi hanno spostata in un’altra stanza. Così lui deve trovare una scusa valida per venirmi vicino e allungare le sue mani pelose. Quando era nella scrivania accanto, bastava un pretesto qualsiasi ed eccolo che mi era addosso. Non sono riuscita a farlo smettere né con gli insulti né con le unghie. Appena si avvicinava da dietro gli bloccavo il braccio e gliele conficcavo nella carne. Una volta gli è uscito anche del sangue. Lui si allontanava e poi mi fissava, sorridendo e mandandomi un bacio. Mi diceva: ricordati che io sono la tua ultima possibilità, prima che diventi vecchia del tutto.

Che cosa hanno certi uomini nel cervello? Continuo a chiedermelo quando penso a lui, che è il socio dello studio dove lavoro quattro volte la settimana come commercialista. L’altra socia è una mia amica, ma non le ho mai raccontato nulla. Non capirebbe. Penserebbe che mi invento tutto. E lui direbbe che sono soltanto in cerca di attenzione. Perderei il lavoro. Con loro, per le mie consulenze, faccio più di 20mila euro all’anno. Ho altri lavori, anche, ma non mi basterebbero. Non posso rischiare di mandare tutto a rotoli.

Mi chiedo cosa ci trovi in me quello stronzo. Ho cinquantanni e mi sento una bruttona. A forza di sgobbare, dopo due gravidanze tardive culminate con due cesarei (il primo d’urgenza) i miei addominali sono flaccidi, senza guaina. I capelli, la mattina, li sistemo come posso, il più velocemente possibile. Spesso sembrano un gomitolo di stoppa da idraulico. Sotto gli occhi stretti dalle palpebre gonfie ho due ombre violacee. Potrei rendermi più attraente, certo. Dovrei dormire di più, mangiare meno carboidrati, smettere con i bicchieri di vino, fare jogging e magari pilates. Forse nella prossima vita. In questa io non ho tempo. Ho due figli adolescenti e la partita Iva. Da anni non faccio altro che lavorare.

Quest’estate ha fatto un caldo inaudito. Per il troppo lavoro, non sono riuscita ad andare dall’estetista per togliermi i peli dalle gambe. Ho sempre dovuto portare i pantaloni lunghi. Sopra, casacche informi per dissimulare la pancia. Almeno adesso ho una stanza tutta per me e per le dichiarazioni dei redditi che non finiscono mai.

Ma nemmeno così sono davvero tranquilla. C’è un amico del Porco, un architetto, un vecchiaccio che entra sempre nel mio studio senza bussare. Non gli importa se sto lavorando. Lui pensa di impressionarmi raccontando barzellette sconce. Anche se mi alzo, gli vado vicino e, strabuzzando gli occhi, gli dico di uscire perché non mi fa ridere, lui non se ne va. Continua con le sue scemenze sessiste. Dice che faccio finta, che in realtà mi piace, quello che racconta.

Quando sento che la soluzione ai Porci sono le denunce mi viene da ridere. Come faccio a denunciarli, questi? E poi chi mi ridà il lavoro? Ci vorrebbe un po’ di serietà nell’affrontare il tema delle molestie. Andrebbe detto che sono il risultato della cultura maschile italiana. Una cultura becera e misogina. Dobbiamo lavorare sulle nuove generazioni. Noi, madri di maschi, dobbiamo iniziare a educarli in maniera diversa.

Annunci

3 pensieri su “Gli conficcavo le unghie nella mani pelose. Ma nemmeno così ha smesso

  1. IDA ha detto:

    Ciao! E ti faccio i miei complimenti, perché quello che stai facendo, è molto importante, importante è parlarne, perché spesso ci si ritrova da sole, e quindi più vulnerabili. Spesso siamo le prime ad minimizzare quello che è accaduto, ci colpevolizziamo, ci vergogniamo e quello che è accaduto lo teniamo per noi, ma le umiliazioni si pagano sempre e comunque. Quindi bisogna cercare di essere più consapevoli di quello che ci stà accadendo. E come fare se non nello scambiarsi le opinioni ed esperienze?
    Il problema è che molti uomini, considerano normale le molestie fisiche e verbali.
    Il problema è che anche molte donne considerano normale subire molestie.
    Subire molestie, fisiche o verbali, o varie pressioni, penso che sia esperienza comune a tutte le donne che lavorano. Ma esperienza comune, non vuol dire che è una cosa normale, ma che siamo in un paese molto maschilista, ci dice chi è il dominante e chi il dominato. Uomini che esercitano il proprio dominio, umiliando le donne con arroganza e presunzione.
    Nella storia che ci ha raccontato “Nadia”, appare chiaro che “lui” è consapevole di essere se non il pane il companatico per Nadia e questo garantisce l’impunibilità a lui e rende vulnerabile oltremisura lei. E mi rendo conto per esperienza cosa vuol dire.
    Poi si sa gli uomini sono dei burloni, tutto questo lo fanno scherzando. In questo modo sminuiscono e umiliano ancora di più le donne.
    Devo dire anche, che io sono separata, ma con il padre dei miei figli, che ci sono stata per venti anni, e non ho nulla dire contro di lui, come nei confronti di molti amici. Ma sul posto di lavoro, ho avuto le peggiori esperienze con il genere maschile. Pirandello diceva che la fantasia si fa scrupoli, che la realtà non ha. Se io dovessi raccontare le mie storie, non solo non sono credibili, ma non hanno nemmeno coerenza. In pratica sono un pessimo romanzo scritto male.
    Mi sono dilungata troppo, ora ti saluto e buon lavoro. IDA

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...